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MIC

Museo Internazionale Delle Ceramiche di Faenza

E’ un buon museo se hai più domande quando esci che quando entri.

(Fabrizio Caramagna)

Il MIC in breve

Il MIC ospita oltre 60.000 opere ceramiche provenienti da tutto il mondo di cui circa 8.000 sono esposte al pubblico, mentre le altre sono conservate nei depositi organizzati in modo super ordinato .

Il museo si estende su una superficie di oltre 16.000 metri quadrati , suddivisi in diverse sezioni tematiche. Al piano terra si trovano le ceramiche delle grandi civiltà antiche, come quelle dell’Estremo Oriente e del mondo islamico. Al primo piano, invece, c’è una vasta collezione di ceramiche italiane dal Medioevo all’Ottocento, E c’è anche una concentrazione particolare sulle opere fatte a Faenza. Sono molte le opere di artisti famosi come ad esempio Picasso. Inoltre, il MIC dispone di una biblioteca con oltre 67.000 libri, un laboratorio di restauro e uno didattico chiamato “Giocare con la ceramica”

STORIA DEL MUSEO

Il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, conosciuto come MIC, è stato fondato nel 1908 da Gaetano Ballardini, dopo una grande esposizione di ceramiche organizzata proprio a Faenza. L’idea era quella di raccogliere e valorizzare tutte le ceramiche arrivate da diverse parti del mondo. Col tempo, il museo è diventato uno dei più importanti al mondo per questo tipo di arte. Durante la Seconda guerra mondiale, il museo fu quasi completamente distrutto, ma è stato ricostruito e ampliato dopo il conflitto. Oggi è un luogo molto visitato, dove si possono vedere opere uniche e scoprire la storia della ceramica in modo interessante e coinvolgente.

Laboratori interessanti

“Giocare con la ceramica” è un laboratorio del MIC pensato soprattutto per bambini, ma adatto anche alle famiglie. Nato nel 1979 da un’idea di Bruno Munari, permette ai bambini di scoprire come lavorare la creta e creare oggetti con tecniche semplici.

Il MIC ha un laboratorio di restauro dove dei professionisti lavorano per conservare e riparare opere in ceramica che arrivano danneggiate. Si studiano i materiali originali, si documentano le rotture e si scelgono metodi di intervento non invasivi. Una delle tecniche più usate è l’incollaggio con resine sintetiche che permettono di unire i frammenti senza che l’opera diventi opaca. Questo laboratorio è anche un luogo di ricerca e formazione, e collabora con le scuole, noi ad esempio siamo entrati in una stanza in cui ci hanno mostrato un video del procedimento di restauro delle opere, ci hanno fatto vedere tutti i passaggi necessari dalla rilevazione della opera danneggiata fino a restauro concluso.

Perchè dovresti visitarlo?

Io ho avuto la fortuna di andare a fare il laboratorio chiamato “Giocare con la ceramiche” in seconda elementare, ho un buon ricordo di quella esperienza perché praticamente ti fanno giocare con la creta e creare delle forme a piacimento in modo divertente, mi ricordo che avevo composto una specie di cavallo e ne ero molto fiero!

Recentemente sono andato a fare una visita guidata come uscita didattica con la mia scuola superiore, di questa visita ho ricordi molto più chiari, era una visita mattutina in cui siamo partiti dalla zona del museo dedicata alla sua storia. Che tra l’altro è la zona che mi ha affascinato di più, oltre a questo il museo offre anche tanti altri laboratori che coinvolgono tutta la famiglia come il laboratorio figli-genitori domenicale.